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	<title>Imprendero</title>
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	<description>Programma di cultura e formazione imprenditoriale</description>
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		<title>Seminario &#8220;La fiscalità delle imprese in startup&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 18 May 2012 14:06:43 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[18/05/2012 &#8211; Friuli Innovazione ha il piacere di segnalarle il prossimo seminario &#8220;Imprenderò&#8221; organizzato in collaborazione con l&#8217;Università di Trieste, in programma il 24 maggio 2012 sul tema:
&#8220;La fiscalità delle imprese in start up&#8221; 
ore 14.30, Università degli Studi di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><a rel="attachment wp-att-8570" href="http://www.imprendero.it/blog/2012/02/27/accesso-al-credito-un-modello-di-valutazione-per-le-pmi/soldi-banca-mercati/"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-8570" style="border: 0pt none" src="http://www.imprendero.it/wp-content/uploads/2012/02/soldi-banca-mercati-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>18/05/2012 &#8211; Friuli Innovazione ha il piacere di segnalarle il prossimo seminario &#8220;<strong>Imprenderò</strong>&#8221; organizzato in collaborazione con l&#8217;Università di Trieste, in programma il <strong>24 maggio 2012</strong> sul tema:</p>
<p style="text-align: justify"><strong>&#8220;<a href="http://www.friulinnovazione.it/eventi/imprendero-seminario-la-fiscalita-delle-imprese-in-start-up"><span style="text-decoration: underline">La fiscalità delle imprese in start up</span></a>&#8221; </strong><br />
<strong>ore 14.30, Università degli Studi di Trieste, Facoltà di Economia, Aula E</strong></p>
<p style="text-align: justify">La variabile fiscale è un elemento fondamentale in fase di avvio di una nuova impresa, già nella scelta della forma giuridica da adottare, considerato il significativo carico impositivo che grava sulle imprese. Il seminario ha l&#8217;obiettivo di inquadrare i principali aspetti dell&#8217;imposizione diretta per le varie forme di impresa; si approfondiranno, tra gli altri, anche gli aspetti relativi alla normativa tributaria e al regime agevolato delle nuove attività produttive.<br />
Il corso sarà tenuto dal dott. <strong>Sergio Pellegrino</strong>, commercialista in Trieste.</p>
<p style="text-align: justify">Registrazioni a partire dalle ore 14.30, avvio lavori ore 15.00. Termine previsto ore 18.30<br />
<strong>La partecipazione è gratuita previa iscrizione </strong>alla pagina del seminario</p>
<p style="text-align: justify">Per maggiori informazioni contattare:<br />
<strong>Elisa Micelli </strong>- <a href="mailto:elisa.micelli@friulinnovazione.it">elisa.micelli@friulinnovazione.it</a><br />
<strong>Elena Piccinato</strong> &#8211; <a href="mailto:elena.piccinato@friulinnovazione.it">elena.piccinato@friulinnovazione.it</a></p>
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		<title>Newsletter: come tenere i contatti con clienti attuali e potenziali</title>
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		<pubDate>Fri, 18 May 2012 12:33:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>saratortelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
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		<description><![CDATA[18/05/2012 &#8211; La newsletter è uno strumento utile per costruire e mantenere la relazione con persone che sono (o potrebbero diventare) nostri clienti. Una volta cartacee, di questi tempi sono prevalentemente create e inviate via email; oggi tutti o quasi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><a rel="attachment wp-att-10552" href="http://www.imprendero.it/blog/2012/05/18/mariani-newsletter/david-castillo-dominici-3/"><img class="alignleft size-medium wp-image-10552" style="border: 0pt none" src="http://www.imprendero.it/wp-content/uploads/2012/05/David-Castillo-Dominici-3-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a>18/05/2012 &#8211; La newsletter è uno strumento utile per costruire e mantenere la relazione con persone che sono (o potrebbero diventare) nostri clienti. Una volta cartacee, di questi tempi sono prevalentemente create e inviate via email; oggi tutti o quasi usano abitualmente il computer per comunicare e <strong>la newsletter digitale è uno strumento decisamente low cost</strong>.</p>
<p style="text-align: justify">Sarebbe bene avere una lista di clienti attuali o potenziali (costituita da dati raccolti tramite incontri, eventi oppure provenienti da richieste di informazioni, segnalazioni, passaparola, ma anche  dal sito o dal blog); <strong>contattare regolarmente questi nominativi via email è un ottimo sistema per tenere viva la loro attenzione</strong>, fidelizzarli e aumentare la probabilità che prima o poi si decidano a diventare nostri clienti. E perchè no, se trovano interessante ciò che scriviamo, magari a loro volta diffondano la mail ai loro amici e conoscenti (è facile cliccare sul tasto &#8220;Inoltra&#8221;!).</p>
<p style="text-align: justify">Dunque la newsletter può essere vista come uno strumento per</p>
<ul style="text-align: justify">
<li><strong>acquisire nuovi clienti</strong>; per esempio, se sul nostro sito abbiamo una casellina dove il visitatore può inserire il suo indirizzo email e quindi abbonarsi alla newsletter, è probabile che ricevendo regolarmente nostre comunicazioni impari a conoscerci e ad apprezzarci;</li>
<li><strong>trattenere i clienti esistenti</strong>; fornire a intervalli regolari informazioni utili e non strettamente pubblicitarie è un modo per dare un servizio utile e creare continuamente valore per i clienti. Una ragione perchè il cliente continui a scegliere noi anzichè rivolgersi a un concorrente.</li>
</ul>
<blockquote>
<p style="text-align: justify">La legge sulla privacy (Dlgs n.196/2003) impone regole ben precise per quanto riguarda l&#8217;invio di email con scopi promozionali o pubblicitari; tuttavia, seguendo alcune regole fondamentali (ottenere il consenso preventivo all&#8217;invio e cancellando immediatamente dalla lista gli indirizzi di chi ne facesse richiesta), l&#8217;email si rivela essere strumento efficace, addirittura insostituibile. Per saperne di più, si può visitare il sito <a href="http://www.garanteprivacy.it">www.garanteprivacy.it</a></p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify"><a href="http://stageconnect.allos.it/p32483453/" target="_blank"><span style="text-decoration: underline">Abbiamo visto in aula virtuale</span></a> alcuni suggerimenti per realizzare newsletter efficaci. Vorrei aggiungerne solo uno.</p>
<p style="text-align: justify">Definire con chiarezza e per iscritto gli obiettivi che ci prefiggiamo con l&#8217;invio della newsletter può essere utile per fare delle scelte precise in merito a contenuti, periodicità, destinatari e frequenza dei cambiamenti. <strong>Non c&#8217;è niente di peggio infatti che inviare una comunicazione uguale a quella di 5 anni fa</strong>: occorre dare l&#8217;impressione di freschezza e di adeguamento ai tempi, <strong>senza però cadere nell&#8217;estremo opposto e disorientare</strong> il cliente con grafiche e contenuti sempre diversi. E&#8217; bene consentire al lettore di  riconoscere la newsletter anche tramite la veste grafica: come il colore rosa della Gazzetta dello Sport individua chiaramente il giornale, così anche i nostri lettori dovrebbero abituarsi (e si spera affezionarsi) all&#8217;apparenza e al colore della nostra comunicazione.</p>
<p style="text-align: justify">- Cristina Mariani</p>
<p style="text-align: justify">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify">&lt;&#8211; <a href="http://www.imprendero.it/blog/2012/05/01/parliamo-di-marketing-con-cristina-mariani/"><span style="text-decoration: underline">Torna alle discussioni</span></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Image: <a href="http://www.freedigitalphotos.net/images/view_photog.php?photogid=3062"><span style="text-decoration: underline">David Castillo Dominici / FreeDigitalPhotos.net</span></a></em></p>
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		<title>Aspettando Horizon 2020: ultime opportunità ICT in ambito europeo</title>
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		<pubDate>Fri, 18 May 2012 04:00:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>saratortelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[news ed eventi]]></category>
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		<description><![CDATA[18/05/2012 &#8211; Mercoledì 23 maggio 2012 alle ore 9.30 si svolgerà al Parco scientifico e tecnologico Luigi Danieli di Udine l&#8217;evento: &#8220;Aspettando Horizon 2020: ultime opportunità ICT in ambito europeo&#8221; Ricerca e impresa si incontrano. La giornata, rivolta a imprese, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><a rel="attachment wp-att-10537" href="http://www.imprendero.it/blog/2012/05/18/aspettando-horizon-2020/horizon/"><img class="alignleft size-full wp-image-10537" style="border: 0pt none" src="http://www.imprendero.it/wp-content/uploads/2012/05/horizon.jpg" alt="" width="203" height="150" /></a>18/05/2012 &#8211; Mercoledì 23 maggio 2012 alle ore 9.30 si svolgerà al Parco scientifico e tecnologico Luigi Danieli di Udine l&#8217;evento: <strong>&#8220;Aspettando Horizon 2020: ultime opportunità ICT in ambito europeo&#8221; Ricerca e impresa si incontrano. </strong>La giornata, rivolta a imprese, università e centri di ricerca, vuole essere un momento di riflessione sul futuro dell’ICT, in particolare in vista della nuova programmazione Europea il cui avvio è previsto nel 2014.</p>
<p style="text-align: justify">Nella sessione iniziale esperti nazionali saranno invitati ad illustrare i risultati finora raggiunti nell’ambito del 7 Programma Quadro di R&amp;S, le ultime opportunità di finanziamento europeo e le prospettive future. Nella seconda parte della mattinata alcuni ricercatori descriveranno competenze distintive e risultati delle loro ricerche in ambito ICT al fine di favorire la conoscenza reciproca e stimolare la realizzazione di progetti congiunti con le imprese.</p>
<p style="text-align: justify">L’evento è promosso a livello regionale dal progetto “<strong>FVG-R2B-Ricerca per la Competitività dell’Impresa</strong>”, (LR 26/2005 art.21) che ha l’obiettivo di supportare l’avvio di azioni sistematiche di collaborazione tra Ricerca e Impresa, attraverso la valorizzazione delle conoscenze tecnologiche provenienti dal sistema della ricerca regionale a vantaggio delle imprese del territorio.<br />
L&#8217;iniziativa, inoltre, è proposta da Friuli Innovazione anche nell’ambito delle attività del <strong>Comitato regionale APRE Friuli Venezia Giulia</strong> (costituito da AREA Science Park, Friuli Innovazione, ICTP, OGS, SISSA, Università degli Studi Trieste e Università degli Studi di Udine), in collaborazione con l’APRE &#8211; Agenzia per la Promozione della Ricerca Europea</p>
<p><strong><a href="http://www.friulinnovazione.it/eventi/horizon-2020" target="_blank">Il programma e il form per le iscrizioni on line sono disponibili cliccando qui </a></strong></p>
<p style="text-align: justify">Chi è interessato a partecipare agli incontri di approfondimento one-to-one con i ricercatori può segnalarlo al momento dell&#8217;iscrizione on-line selezionando il nominativo di interesse. La segnalazione permetterà l’organizzazione preventiva di un’agenda di incontri.</p>
<p style="text-align: justify"><a href="http://www.imprendero.it/wp-content/uploads/2012/05/invito-FVG2RB-23-05-2012.pdf" target="_blank"><span style="text-decoration: underline">Clicca qui per scaricare il programma in PDF</span></a>.</p>
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		<title>Il sito web: scrivere chiaro!</title>
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		<pubDate>Thu, 17 May 2012 10:27:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>saratortelli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[17/05/2012 &#8211; Ieri in aula virtuale abbiamo visto come, una volta impostato il sito, bisogna poi riempirlo con contenuti interessanti per il nostro visitatore. Vi riepilogo la legge delle 4C.
I contenuti dovrebbero essere:

CHIARI
CONCISI
COMPELLING (INTERESSANTI)
CREDIBILI

La chiarezza ci impone di evitare parole abusate, dal [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><a rel="attachment wp-att-10507" href="http://www.imprendero.it/blog/2012/05/17/mariani-scrivere-chiaro/scrivere-chiaro/"><img class="alignleft size-medium wp-image-10507" style="border: 0pt none" src="http://www.imprendero.it/wp-content/uploads/2012/05/scrivere-chiaro-300x235.jpg" alt="" width="300" height="235" /></a>17/05/2012 &#8211; Ieri in aula virtuale abbiamo visto come, una volta impostato il sito, bisogna poi riempirlo con contenuti interessanti per il nostro visitatore. Vi riepilogo la legge delle 4C.</p>
<p style="text-align: justify">I contenuti dovrebbero essere:</p>
<ul style="text-align: justify">
<li>CHIARI</li>
<li>CONCISI</li>
<li>COMPELLING (INTERESSANTI)</li>
<li>CREDIBILI</li>
</ul>
<p style="text-align: justify">La <strong>chiarezza</strong> ci impone di evitare parole abusate, dal significato ambiguo, o comunque difficilmente comprensibili dal nostro cliente-tipo.</p>
<p style="text-align: justify">La <strong>concisione</strong> (difficile da raggiungere!) ci richiede di riassumere i concetti in poche parole e di usare una sintassi lineare.</p>
<p style="text-align: justify">Se vogliamo che i contenuti siano <strong>interessanti,</strong> dobbiamo smettere di pensare a noi stessi e di parlare di noi, ma dobbiamo rivolgere l&#8217;attenzione al lettore. Ricordate che chi compra un trapano non compra &#8220;solo&#8221; il trapano, ma soprattutto il buco che vuole ottenere tramite il trapano. L&#8217;obiettivo, non lo strumento.</p>
<p style="text-align: justify">Per la <strong>credibilità,</strong> ricordiamo che &#8220;chi si loda s&#8217;imbroda!&#8221;. Evitiamo di autoelogiarci e lasciamo che siano gli altri (clienti, visitatori, ecc.) a parlare bene di noi. Usiamo link da fonti autorevoli per aumentare la credibilità delle nostre affermazioni.</p>
<p style="text-align: justify">Ecco il riassunto del PDF fornito dalla Comunità Europea su come &#8220;Scrivere chiaro&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify">L&#8217;indice:</p>
<ul style="text-align: justify">
<li>Chiaritevi le idee prima di iniziare a scrivere</li>
<li>Pensate a chi legge &#8211; siate diretti e      interessanti</li>
<li>Curate la struttura del documento</li>
<li>Semplicità+brevità=chiarezza</li>
<li>Siate coerenti &#8211; curate la logica delle frasi</li>
<li>Eliminate i sostantivi superflui</li>
<li>Siate concreti</li>
<li>Preferite la forma attiva dei verbi</li>
<li>Fate attenzione ai falsi amici, alle espressioni      gergali e alle abbreviazioni</li>
<li>Rivedete e controllate</li>
</ul>
<p style="text-align: justify">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify"><a href="http://www.imprendero.it/wp-content/uploads/2012/05/scrivere_chiaro-low.pdf" target="_blank"><span style="text-decoration: underline">Clicca qui per scaricare il PDF completo &#8220;Scrivere chiaro&#8221;</span></a>.</p>
<p style="text-align: justify">- Cristina Mariani</p>
<p style="text-align: justify">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify">&lt;&#8211; <a href="http://www.imprendero.it/blog/2012/05/01/parliamo-di-marketing-con-cristina-mariani/"><span style="text-decoration: underline">Torna alle discussioni</span></a></p>
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		</item>
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		<title>Imitare o innovare, questo è il dilemma</title>
		<link>http://www.imprendero.it/blog/2012/05/17/imitare-o-innovare-questo-e-il-dilemma/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=imitare-o-innovare-questo-e-il-dilemma</link>
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		<pubDate>Thu, 17 May 2012 04:00:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>saratortelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[news ed eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Federico Guerrini]]></category>
		<category><![CDATA[fratelli Samwer]]></category>
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		<description><![CDATA[17/05/2012 &#8211; Dal caso Pingram ai fratelli Samwer, il Web è sempre più il regno degli imitatori. 
È mantra ripetuto in non pochi convegni che per &#8220;sfondare&#8221; nel Web  bisogna trovare un terreno ancora poco sfruttato e inventarci un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify">17/05/2012 &#8211; <strong>Dal caso Pingram ai fratelli Samwer, il Web è sempre più il regno degli imitatori. </strong></p>
<p style="text-align: justify">È mantra ripetuto in non pochi convegni che per &#8220;sfondare&#8221; nel Web  bisogna trovare un terreno ancora poco sfruttato e inventarci un  business sorap. Quello che conta, dicono alcuni, è l&#8217;originalità  dell&#8217;idea, il che, visto che parliamo di <em>innovazione</em>, sembra avere un senso. <strong>Ma è davvero così?</strong></p>
<p style="text-align: justify"><a rel="attachment wp-att-10426" href="http://www.imprendero.it/blog/2012/05/17/imitare-o-innovare-questo-e-il-dilemma/stockvault-peaceful115872-low/"><img class="alignleft size-medium wp-image-10426" style="border: 0pt none" src="http://www.imprendero.it/wp-content/uploads/2012/05/stockvault-peaceful115872-low-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>Lo spunto per questo post nasce dal caso della clonazione, da parte di  due sviluppatori americani di un&#8217;idea avuta dal programmatore napoletano  Gennaro Varriale. Ne ho scritto <a href="http://lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/tecnologia/grubrica.asp?ID_blog=30&amp;ID_articolo=10408&amp;ID_sezione=38" target="_blank">qui</a>. Avevo linkato il pezzo sul gruppo Facebook Italian Startup Scene, e ne è <a href="https://www.facebook.com/groups/italianstartups/435513909792996/" target="_blank">nata una discussione</a> molto accesa, fra coloro che sostenevano che in fondo non ce&#8217;era niente  di male se Pinstagram aveva copiato Pingram e chi avrebbe gradito se  non altro una maggiore trasparenza, tanto più che Wired.com sembra aver  censurato i commenti che facevano riferimento al <em>precedente</em> italiano.</p>
<p style="text-align: justify">Comunque la si pensi, e andando al di là del caso in questione, va detto che ben poche idee nascono <em>pure</em>; c&#8217;è sempre o quasi sempre, qualcuno che ci aveva pensato prima. Google ha <strong>preso a prestito</strong> il design di Altavista, il modello di business di Go.To.com, la  personalizzazione di Excite e ci ha aggiunto un ingrediente esplosivo  che semplificando potremmo identificare nel page ranking. Prima, molto  prima di Facebook c&#8217;erano Friendster e MySpace; Zuckerberg però ha avuto  un&#8217;intuzione geniale: quella di porre fine all&#8217;anonimato o meglio  all&#8217;uso degli pseudonimi, richiedendo agli iscritti di registrarsi con  la propria mail universitaria. In questi casi però c&#8217;è stata almeno una  novità di grande potenza,<strong> che ha ridefinito l&#8217;esperienza degli utenti di un servizio</strong>.</p>
<p style="text-align: justify">Altra cosa è il plagio vero e proprio, discorrendo del quale non si può fare a meno di <a href="http://www.businessweek.com/articles/2012-02-29/the-germany-website-copy-machine" target="_blank">accennare</a> ai fratelli Samwer. Per chi non li conoscesse i tre fratelli tedeschi, Oliver, Alexander e Marc sono i <em>copycat</em> di maggior successo di tutta Europa e probabilmente del mondo. Ogni  volta che esce qualche startup americana innovativa, ne fanno una copia  esatta, a volte anche migliore. È successo con <strong>Alando</strong>,  clone tedesco di eBay, che poi hanno finito per vendere  poi alla stessa  società Usa che ha fornito l&#8217;ispirazione, MyVideo, clone di YouTube e  StudiVz, replica di Facebook, CityDeal simulacro di Groupon (anch&#8217;esso  poi acquistato dagli americani).</p>
<p style="text-align: justify">Hanno perfino fondato un incubatore a Berlino, Rocket Internet che qualcuno ha soprannominato &#8220;la fabbrica dei cloni&#8221;. Hanno <a href="http://www.quora.com/What-do-people-know-about-the-Samwer-Brothers-of-the-European-Founders-Fund" target="_blank">sostenitori</a>,  convinti che se hanno successo in fondo è perché sono bravi, e poi  quello che conta è che il loro modello funziona e detrattori, che  giudicano troppo comodo rubare le idee altrui e guadagnarci sopra.</p>
<p style="text-align: justify">Da citare il commento finale del Wall Street Journal, in un <a href="http://blogs.wsj.com/tech-europe/2012/05/14/rocket-internet-leads-the-clone-war/?mod=google_news_blog" target="_blank">pezzo</a> di pochi giorni fa: &#8220;<em>la verità è che piaccia o meno i Samwers sono molto bravi in quello che fanno</em>&#8220;, e anche: &#8220;<em>c&#8217;è  qualcosa di molto europeo nelle critiche a Rocket Internet (&#8230;) l&#8217;idea  di una società incredibilmente aggressiva, altamente focalizzata e  fieramente competitiva non è qualcosa con cui l&#8217;Europa abbia molta  confidenz</em>a&#8221;. Insomma crescete, europei (grazie Wsj).</p>
<p style="text-align: justify">Tutto ok, però allora <strong>bisogna intendersi</strong> sulla  definizione di imprenditore: sei imprenditore è colui che si prende un  rischio, ci mette del suo per lanciare un&#8217;azienda, allora i Samwer<strong> non sono degli imprenditori</strong>;  il loro business è strutturato in maniera tale da ridurre al minimo i  rischi, ripronendo modelli già testati, sono al più dei bravi imitatori.  C&#8217;è qualcosa di poco onorevole  in chi si limita a approfittare della  creatività altrui, a mio umile avviso. Ma forse sono troppo europeo.</p>
<p style="text-align: justify"><em>Fonte: <a href="http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/giornalisti/grubrica.asp?ID_blog=359&amp;ID_articolo=11" target="_blank"><span style="text-decoration: underline">La Stampa</span></a>, scritto da Federico Guerrini (15 mag.)</em></p>
<p style="text-align: justify">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify"><em><span style="font-size: x-small">Foto: <a href="http://www.stockvault.net" target="_blank"><span style="text-decoration: underline">Stockvault.net </span></a></span><br />
</em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>La comunicazione in azienda</title>
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		<pubDate>Wed, 16 May 2012 07:46:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>saratortelli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[16/05/2012 &#8211; Oggi parleremo di comunicazione e per introdurre l&#8217;argomento, che è molto vasto, cominciamo dalle basi.
Assunto: non si può non comunicare. Anche se non lo vogliamo, la scelta di alcuni elementi fondamentali come  il nome dell&#8217;azienda, i colori del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><a rel="attachment wp-att-10414" href="http://www.imprendero.it/blog/2012/05/16/mariani-comunicazione-in-azienda/stockvault-signs-in-dunedi/"><img class="alignleft size-medium wp-image-10414" style="border: 0pt none" src="http://www.imprendero.it/wp-content/uploads/2012/05/stockvault-signs-in-dunedi-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>16/05/2012 &#8211; Oggi parleremo di comunicazione e per introdurre l&#8217;argomento, che è molto vasto, cominciamo dalle basi.</p>
<p style="text-align: justify">Assunto: <strong>non si può non comunicare</strong>. Anche se non lo vogliamo, la scelta di alcuni elementi fondamentali come  il nome dell&#8217;azienda, i colori del logo, il carattere tipografico, la URL del sito, rivela qualcosa di noi e implica un posizionamento.</p>
<p style="text-align: justify">Eppure molte volte queste scelte così importanti, che poi <strong>ci portiamo dietro per buona parte della vita dell&#8217;azienda</strong>, vengono fatte senza un&#8217;adeguata riflessione. Frequentissimo il caso di chi compone il nome dell&#8217;azienda mescolando i nomi dei figli, poi hai voglia a fare il marketing di Pie.Nic. (Pietro &#8211; Nicole)! Oppure si va sul sicuro: Ennebi abbigliamento, Ciemme parquet, ABD tende. Difficilissimo poi attivare il passaparola, fenomenale elemento di marketing low cost.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Quali sono i nomi di aziende o attività che vi sembrano particolarmente azzeccati? E invece quelli più sbagliati?</strong></p>
<p style="text-align: justify">Nota bene: un discorso analogo si può fare per i <strong>nomi dei prodotti, o delle linee di prodotto, o dei servizi offerti</strong>. Come li abbiamo scelti?</p>
<p style="text-align: justify">- Cristina Mariani</p>
<p style="text-align: justify">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify">&lt;&#8211; <a href="http://www.imprendero.it/blog/2012/05/01/parliamo-di-marketing-con-cristina-mariani/"><span style="text-decoration: underline">Torna alle discussioni</span></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Image: <a href="http://www.stockvault.net/" target="_blank"><span style="text-decoration: underline">Stockvault.net</span></a></em></p>
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		<title>A Tolmezzo nuova impresa avviata con il progetto regionale Imprenderò</title>
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		<pubDate>Wed, 16 May 2012 04:00:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>saratortelli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[16/05/2012 &#8211; In Friuli i buoni affari viaggiano sul cellulare.
In uno scenario di difficoltà economica come quello attuale,  anche in FVG ci sono molte imprese che si distinguono per l’innovazione, la ricerca e la lungimiranza. È il caso di Leonardo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify">16/05/2012 &#8211; <strong>In Friuli i buoni affari viaggiano sul cellulare.</strong></p>
<p style="text-align: justify"><a rel="attachment wp-att-10395" href="http://www.imprendero.it/blog/2012/05/16/tolmezzo-impresa-avviata-con-imprendero/logo-moma/"><img class="alignleft size-full wp-image-10395" style="border: 1px solid black" src="http://www.imprendero.it/wp-content/uploads/2012/05/logo-Moma.jpg" alt="" width="227" height="232" /></a>In uno scenario di difficoltà economica come quello attuale,  anche in FVG ci sono molte imprese che si distinguono per l’innovazione, la ricerca e la lungimiranza. È il caso di <strong>Leonardo Bonanni</strong>, <strong>titolare della neonata MoMa Italia di Tolmezzo</strong>, che si occupa di fornire alle aziende <strong>servizi di pubblicità, promozione e fidelizzazione dei clienti attraverso l’uso di dispositivi cellulari</strong>.</p>
<p style="text-align: justify">Bonanni è <strong>uno dei primi neo-imprenditori che stanno uscendo dalla proficua esperienza <span style="text-decoration: underline">d</span>ella nuova edizione del progetto Imprenderò</strong>, programma di formazione imprenditoriale <strong>promosso dalla Regione FVG, Assessorato al lavoro, formazione, commercio e pari opportunità</strong> e sviluppato sul territorio da ben 12 partner, tra enti di formazione, centri di ricerca, università e organizzazioni territoriali.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>ENAIP FVG è l’ente che ha seguito sin dall’inizio il progetto MoMa Italia</strong>, supportando Leonardo Bonanni con un <strong>corso per la gestione e creazione di nuova impresa</strong> di 80 ore e una serie di <strong>consulenze individuali professionalizzanti</strong>.</p>
<p style="text-align: justify">MoMa Italia è l’unica agenzia friulana associata a Leader Mobile, azienda partner del Politecnico di Milano e depositaria del <strong><span style="text-decoration: underline">brevetto “Fidelity Point”</span></strong>, un sistema innovativo di <strong>raccolta punti associativa sui cellulari</strong>. Eliminando apparecchi POS e carte fedeltà, Fidelity Point permette di aumentare il fatturato degli esercizi convenzionati grazie alla <strong>fidelizzazione</strong> ed all’<strong>acquisizione di nuovi clienti</strong>, spinti ad acquistare presso i negozi convenzionati non solo per ottenere i premi, ma anche per godere di sconti e promozioni veicolati proprio attraverso sms.</p>
<p style="text-align: justify">MoMa Italia sviluppa inoltre in proprio svariate soluzioni per la promozione aziendale: il prodotto di punta è la <strong><span style="text-decoration: underline">personalizzazione dei codici QR</span></strong>, ossia un collegamento fisico a specifiche informazioni usufruibili con dispositivi cellulari di ultima generazione, attraverso una fotocamera.</p>
<p style="text-align: justify">«<em>Solitamente il codice si presenta come un quadratino anonimo in bianco e nero</em> – <strong>dichiara Leonardo Bonanni</strong> – <em>Con la personalizzazione di MoMa Italia si possono usare colori istituzionali, loghi, grafiche e immagini, con la garanzia di massima leggibilità. Questo rende i QR Code più accattivanti e comprensibili, portando una maggiore riconoscibilità aziendale e un aumento delle scansioni pari al 23%». </em></p>
<p style="text-align: justify">I codici con la personalizzazione possono essere usati in maniera autonoma per insegne, cartellonistica, eventi e pubblicità. MoMa Italia inoltre si occupa della creazione di <strong>siti internet in versione mobile o standard</strong>, crea campagne di pubblicità su Google e su Facebook e, infine, offre il servizio di pubblicità di prossimità utilizzando il sistema Bluetooth.</p>
<p style="text-align: justify">«<em>Posso dire che le attività fatte con Imprenderò mi sono state molto utili</em> – <strong>conclude Bonanni</strong> – <em>In particolare, il corso per la creazione di nuova impresa mi è servito sia per comprendere gli aspetti tecnici, organizzativi e burocratici da affrontare per l’avvio della mia azienda, sia per predisporre le strategie commerciali e di marketing</em>».</p>
<p style="text-align: justify">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify"><strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify"><strong>CHE COS’È “FIDELITY POINT”</strong></p>
<div id="attachment_10392" class="wp-caption alignleft" style="width: 157px"><a rel="attachment wp-att-10392" href="http://www.imprendero.it/blog/2012/05/16/tolmezzo-impresa-avviata-con-imprendero/leonardo-bonanni/"><img class="size-full wp-image-10392 " style="border: 0pt none" src="http://www.imprendero.it/wp-content/uploads/2012/05/leonardo-bonanni.jpg" alt="" width="147" height="192" /></a><p class="wp-caption-text">Leonardo Bonanni</p></div>
<p>Fidelity Point è un sistema innovativo per la <strong>raccolta punti sul cellulare</strong>, brevettato dalla Leader Mobile di Milano. Come associato Leader Mobile, MoMa Italia ha il compito di <strong>sviluppare un circuito commerciale sul territorio, suddiviso in zone di esclusiva</strong>. Nel circuito commerciale viene inserita una sola attività per ogni categoria commerciale, in modo da dare la possibilità ai convenzionati di poter offrire ai propri clienti un servizio esclusivo. Il vantaggio è duplice: per il cliente finale un effettivo risparmio e per l&#8217;attività convenzionata la possibilità di farsi conoscere, creare un buon giro di clienti e migliorare la propria immagine.</p>
<p style="text-align: justify">«<em>Con l’ingresso nel sistema, il convenzionato acquisisce subito 5.000 punti</em> – <strong>dichiara Leonardo Bonanni</strong> – <em>allo scadere dei quali, se lo riterrà opportuno, potrà ordinare le ricariche, in tagli da 5.000, 10.000, 20.000 e 40.000 punti. Il costo per le attività  può essere considerato come uno sconto che si applica al cliente, ad esempio nelle attività standard la media è del 2,8%: quindi, su 100.000 euro di incassi vengono investiti 2.800 euro in attività promozionale</em>. Ogni attività ha comunque la facoltà di abbassare tale sconto fino al 1%».</p>
<p style="text-align: justify">In Italia esistono cittadine dove sono già state inserite nel circuito più di 50 attività: si è potuto quindi avere dei dati reali sui vantaggi di Fidelity Point, tanto riuscire a vincere il premio Innovazione allo SMAU Business del 2011.</p>
<p style="text-align: justify">«<em>Ci impegniamo a rendere accessibile alle PMI quella che abbiamo definito “Identità Digitale”, ossia permettere alle PMI di conquistarsi una presenza chiara e qualificata nel mondo digitale (internet e mobile), attraverso il lancio della piattaforma “Commenti sugli acquisti” (mondo social) e la possibilità ai convenzionati di vendere online tramite Fidelity Shopping (e-commerce/couponing).</em> <em>È in situazioni economiche come quella attuale che si deve investire per non essere investiti e MoMa Italia può fornire uno strumento la cui validità è stata studiata su dati vivi e premiata</em>», conclude Bonanni.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Sito web: <a href="http://momaitalia.it/">http://momaitalia.it</a></strong></p>
<p style="text-align: justify">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify"><em>Fonte: <a href="http://www.imprendero.it/wp-content/uploads/2012/05/cs-2012-0515-con-all.pdf" target="_blank"><span style="text-decoration: underline">comunicato stampa Imprenderò</span></a> (15 mag.)</em></p>
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		<title>Unique selling proposition: alcuni esempi pratici</title>
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		<pubDate>Tue, 15 May 2012 08:41:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>saratortelli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[15/05/2012 &#8211; Riflettiamo ancora sulla unique selling proposition. Abbiamo visto che la USP deve non solo distinguerci dai concorrenti, ma essere anche abbastanza forte da convincere il cliente. Cosa significa &#8220;forte&#8221;?
Vi propongo un caso reale incontrato in aula.
L&#8217;azienda ABC propone [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify">15/05/2012 &#8211; Riflettiamo ancora sulla unique selling proposition. Abbiamo visto che la USP deve non solo distinguerci dai concorrenti, ma <strong>essere anche abbastanza forte da convincere il cliente</strong>. Cosa significa &#8220;forte&#8221;?</p>
<p style="text-align: justify">Vi propongo un caso reale incontrato in aula.<br />
<strong>L&#8217;azienda ABC propone abbigliamento per bambini da 0 a 14 anni</strong>. La sua unique selling proposition è la perfetta coordinabilità delle linee tra tutte le taglie. Mi spiego: se in primavera c&#8217;è il tema delle cocci<a rel="attachment wp-att-10372" href="http://www.imprendero.it/blog/2012/05/15/mariani-usp-esempi/dino-de-luca/"><img class="size-medium wp-image-10372 alignleft" style="border: 0pt none" src="http://www.imprendero.it/wp-content/uploads/2012/05/Dino-De-Luca-198x300.jpg" alt="" width="139" height="210" /></a>nelle, questo animale è presente sulle calzine da neonato, sulle magliette per bimbe di 4 anni e sui jeans per le 14enni. In questo modo una mamma che ha due bambine di 4 e 12 anni può vestirle in modo coordinato, con coccinelle dalla testa ai piedi.</p>
<p style="text-align: justify">Secondo voi questa unique selling proposition è abbastanza forte da convincere la mamma italiana a comprare in quel negozio?</p>
<p style="text-align: justify">Altro caso.<br />
<strong>Starbucks, la catena americana di caffetteria</strong>. La sua unique selling proposition è: ambiente confortevole, wifi gratis, caffè e derivati serviti nel bicchiere della Coca Cola. La USP di Starbucks è unica? Certamente. Ma è abbastanza forte da convincere il cliente italiano? A voi la risposta.</p>
<p style="text-align: justify">- Cristina Mariani</p>
<p style="text-align: justify">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify">&lt;&#8211; <a href="http://www.imprendero.it/blog/2012/05/01/parliamo-di-marketing-con-cristina-mariani/"><span style="text-decoration: underline">Torna alle discussioni</span></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Image: <a href="http://www.freedigitalphotos.net/images/view_photog.php?photogid=90"><span style="text-decoration: underline">Dino De Luca / FreeDigitalPhotos.net</span></a></em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em> </em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Il rientro dei cervelli</title>
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		<pubDate>Tue, 15 May 2012 04:00:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>saratortelli</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Dario Aquaro]]></category>
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		<description><![CDATA[15/05/2012 &#8211; Il rientro dei cervelli. In Turchia e Brasile i giovani tornano in patria e fondano start-up.
Brain gain, ovvero come attrarre (o far rientrare) i cervelli in  patria. I paesi cosiddetti meno sviluppati per decenni hanno sofferto il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify">15/05/2012 &#8211; <strong>Il rientro dei cervelli. In Turchia e Brasile i giovani tornano in patria e fondano start-up.</strong></p>
<p style="text-align: justify"><em><strong><a rel="attachment wp-att-10330" href="http://www.imprendero.it/blog/2012/05/15/il-rientro-dei-cervelli/akeeris/"><img class="alignleft size-medium wp-image-10330" style="border: 0pt none" src="http://www.imprendero.it/wp-content/uploads/2012/05/akeeris-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a>Brain gain</strong></em>, ovvero come attrarre (o far rientrare) i cervelli in  patria. I paesi cosiddetti meno sviluppati per decenni hanno sofferto il  fenomeno opposto, quel male della fuga delle migliori menti all&#8217;estero  (brain drain) che ora – nella giostra dell&#8217;economia in crisi – affligge  la vecchia Europa, <a href="http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2012-04-02/giovani-italiani-estero-fuga-190016.shtml?uuid=AbawF6HF">Italia compresa</a>.  Quegli stessi paesi paiono adesso locomotive lanciate verso la  crescita: Cina, India e, in misura minore, Brasile e Turchia hanno  invertito la tendenza.</p>
<p style="text-align: justify">E i tanti giovani fuggiti in Occidente in cerca di un futuro  gratificante cominciano a fare massiccio ritorno a casa. In Brasile,  secondo il governo, quasi la metà dei brasiliani che vivevano fuori dai  confini sono tornati in patria: se nel 2007 erano 3 milioni, oggi sono  meno di 2 milioni. Una tendenza che si accompagna alla forte attrattiva  esercitata sui cervelli europei: il Brasile, ad esempio, <strong>investirà 500  miliardi in infrastrutture nei prossimi tre anni, e avrà bisogno entro  il 2020 del doppio degli attuali ingegneri</strong>.</p>
<p style="text-align: justify">Prendi la Turchia, stella oltre le nebbie della crisi europea. Il  governo non pubblica dati aggiornati su quanti cittadini fanno ritorno,  ma i numeri dell&#8217;economia – sottolinea <a href="http://24o.it/links/?uri=http://online.wsj.com/article/SB10001424052702303459004577363652364725764.html&amp;from=Il+rientro+dei+cervelli.+In+Turchia+e+Brasile+i+giovani+tornano+in+patria+e+fondano+start-up" target="_blank">il Wall Street Journal </a>–  mostrano il crescente fascino del paese. Mentre Usa ed Europa erano  impegnate a lottare contro i problemi finanziari, l&#8217;anno scorso la  Turchia (un&#8217;economia da 735 miliardi di dollari) è corsa dell&#8217;8,5%,  quasi a ritmi cinesi (9%). Normale che si aprano nuove prospettive per  la dinamica e giovane popolazione (metà dei 75 milioni di abitanti ha  meno di 30 anni).</p>
<p style="text-align: justify">Ad attirare i rimpatri c&#8217;è la calamita del settore tecnologico, che  ha visto una grande esplosione intorno a Istanbul, vero hub  dell&#8217;e-commerce. Dice l&#8217;Interbank Card Center che monitora le  transazioni: il business del commercio elettronico è salito del 57% nel  2011, rispetto all&#8217;anno precedente (9,5 miliardi di euro). E, rimarca  ComScore, in un paese con il tredicesimo mercato internet più vasto, la  crescita ha partorito numerose start-up dall&#8217;inizio dell&#8217;anno.</p>
<p style="text-align: justify">Storie come quella di Zeynep Dagli, laureata nelle migliori  università britanniche, e per quattro anni impiegata nelle banche  londinesi. Fino al 2009, quando è tornata in Turchia per lanciare una  start-up, Momento: società di gift-box e voucher che quest&#8217;anno prevede  un volume d&#8217;affari di 1,7 milioni di dollari (+230%). Dagli spiega al <a href="http://24o.it/links/?uri=http://online.wsj.com/article/SB10001424052702303459004577363652364725764.html&amp;from=Il+rientro+dei+cervelli.+In+Turchia+e+Brasile+i+giovani+tornano+in+patria+e+fondano+start-up" target="_blank">WSJ</a> che né il Regno Unito né gli Usa le avrebbero permesso di avere questo  successo, di certo non così velocemente. «Il trend dei giovani turchi  che ritornano a casa in cerca di opportunità è in aumento», spiega,  <strong>perché la gente è convinta di poter far fortuna in patria, lontana  dall&#8217;instabilità politica ed economica del passato</strong>.</p>
<p style="text-align: justify">Ari Bencuya, anche lui 28 anni, è invece nato e cresciuto in Silicon  Valley. Si è trasferito nella terra dei suoi genitori nel 2010, per  fondare una società di venture-capital, Inventures, e sta ora investendo  in sette start-up a Istanbul. Dopo aver già portato a termine  quest&#8217;anno diversi progetti. «Assistiamo a una crescita esponenziale in  termini di numeri e qualità delle aziende in Turchia. In un paio d&#8217;anni  vedremo qualche società internet turca avere grande impatto nel mercato  internazionale. È solo questione di tempo». <strong>Non c&#8217;è solo la tecnologia  all&#8217;orizzonte dei cervelli che ritornano nel paese. Il fenomeno del  brain gain interessa anche i professionisti: avvocati, ingegneri,  architetti</strong>. Dietro questo fulgore economico si nascondono però alcuni  pericoli. Molti analisti ritengono che il boom sia sbilanciato, e  prevedono un atterraggio pesante. I giovani però mostrano di crederci:  se non ora quando?</p>
<p style="text-align: justify">I paesi emergenti hanno bisogno dei loro cervelli. Ma anche i  cosiddetti paesi sviluppati, che negli ultimi tempi hanno perso terreno.  L&#8217;Italia prova adesso a incentivare il rientro delle menti <a href="http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2012-05-04/rimpatrio-cervelli-fuga-scattano-181205.shtml?uuid=AbjbYmXF&amp;fromSearch">con le agevolazioni fiscali</a> messe in campo dal governo. Con la circolare 14/E, diffusa il 4 maggio,  l&#8217;agenzia delle Entrate ha illustrato i requisiti minimi dei candidati,  gli adempimenti del datore di lavoro e le procedure applicative  dell&#8217;agevolazione. <strong>I redditi da lavoro dipendente, i redditi d&#8217;impresa e  i redditi di lavoro autonomo dei beneficiari concorreranno alla  formazione della base imponibile Irpef in misura ridotta: 20% o 30%,  rispettivamente per le donne e per gli uomini</strong>. <a href="http://www.ilsole24ore.com/art/tecnologie/2012-05-07/antonello-russo-anni-rientrato-130124.shtml?uuid=AbOZRzYF"></a></p>
<p style="text-align: justify"><a href="http://www.ilsole24ore.com/art/tecnologie/2012-05-07/antonello-russo-anni-rientrato-130124.shtml?uuid=AbOZRzYF">Basteranno</a> gli incentivi a fare brain gain?</p>
<p style="text-align: justify">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify"><em>Fonte: <a href="http://www.ilsole24ore.com/art/tecnologie/2012-05-10/rientro-cervelli-turchia-133059.shtml?uuid=Abck0UaF" target="_blank"><span style="text-decoration: underline">Il Sole 24 Ore</span></a>, scritto da <a href="http://argomenti.ilsole24ore.com/dario-aquaro.html" target="_blank"><span style="text-decoration: underline">Dario Aquaro</span></a> (10 mag.)</em></p>
<p><em> </em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Image: <a href="http://www.freedigitalphotos.net/images/view_photog.php?photogid=2242"><span style="text-decoration: underline">akeeris / FreeDigitalPhotos.net</span></a></em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em> </em></p>
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		<title>Unique selling proposition o slogan?</title>
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		<pubDate>Mon, 14 May 2012 17:22:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>saratortelli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[14/05/2012 &#8211; In aula virtuale abbiamo discusso della differenza tra unique selling proposition e slogan. Uno dei partecipanti mi ha chiesto &#8220;Perchè lo slogan non va bene?&#8221;: vorrei spiegarmi meglio.
Non è che lo slogan non vada bene: se lo avete [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify">14/05/2012 &#8211; In aula virtuale abbiamo discusso della <strong>differenza tra unique selling proposition e slogan</strong>. Uno dei partecipanti mi ha chiesto &#8220;Perchè lo slogan non va bene?&#8221;: vorrei spiegarmi meglio.</p>
<div style="text-align: justify"><a rel="attachment wp-att-7530" href="http://www.imprendero.it/blog/2011/11/29/ciclo-di-incontri-per-vendere-di-piu-e-migliorare-le-relazioni-con-i-clienti/megafono/"><img class="alignleft size-full wp-image-7530" style="border: 0pt none" src="http://www.imprendero.it/wp-content/uploads/2011/11/megafono.jpg" alt="" width="230" height="155" /></a>Non è che lo slogan non vada bene: se lo avete trovato, è efficace,  funziona, descrive in modo succinto e incisivo i motivi per cui un  cliente dovrebbe scegliere proprio voi, benissimo. Ma lo slogan non è  indispensabile, nè sufficiente.</div>
<div style="text-align: justify">La <strong><em>unique selling proposition</em></strong>, il <strong>motivo per cui il cliente  dovrebbe scegliere proprio voi</strong>, non sempre può essere ridotto a slogan. A  volte, anzi, non si presta proprio ad essere &#8220;tradotto&#8221; in un formato  simile a quello dello slogan. E&#8217; qualcosa che dite a voi stessi e al  cliente in parole povere, discorsive, immediate. Può essere una, due,  tre frasi, a volte un paragrafetto.</div>
<div style="text-align: justify">Un esempio: &#8220;Scegliete i miei serramenti perchè io, artigiano,  vengo a casa vostra a prendere le misure, io costruisco la finestra nel  mio laboratorio, io ve la monto, io rispondo di eventuali difetti. Se  comprate in showroom, non sapete chi vi prende le misure, non sapete  dove la finestra viene fabbricata, non sapete chi e come ve la posa. Una  finestra posata male non potete portarla indietro: ve la tenete,  passano gli spifferi e si disperde il calore&#8221;</div>
<div style="text-align: justify">Per cui: <strong>avere uno slogan è un optional, avere una unique selling  proposition semplice, forte, che vi distingue dai concorrenti è una  necessità</strong>. Senza quella, scrivere i testi del vostro sito diventa  difficile, fumoso, contorto. Rischiate di scrivere le solite banalità.  Senza quella, impostare una comunicazione efficace è, direi,  impossibile. O meglio: è possibile, ma non low cost. Se avete i milioni  in tasca, potete anche permettervi di martellare i clienti potenziali  con le pubblicità. Potete pagare un testimonial famoso e magari  diventerete un brand.</div>
<div style="text-align: justify">Ma se i milioni non li avete, prima di mettere mano al portafoglio,  chiedetevi <em><strong>qual è la VOSTRA unique selling proposition</strong></em>. E se non la  conoscete, trovatela, lavorateci su (a volte io impiego i mesi,  intervisto i clienti dei clienti, faccio ricerca sui concorrenti, dunque  non è detto che sia facile trovarla) e vedrete che una volta trovata,  la vostra comunicazione sarà molto più efficace e spendendo poco (e nel  modo giusto) otterrete molto.</div>
<p style="text-align: justify">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify">- Cristina Mariani</p>
<p style="text-align: justify">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify">&lt;&#8211; <a href="http://www.imprendero.it/blog/2012/05/01/parliamo-di-marketing-con-cristina-mariani/"><span style="text-decoration: underline">Torna alle discussioni</span></a></p>
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