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	<title>Imprendero</title>
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	<description>Programma di cultura e formazione imprenditoriale</description>
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		<title>Più ritardi nei pagamenti, ma il Nordest è “virtuoso”</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Feb 2012 08:50:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>tortellis</dc:creator>
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		<description><![CDATA[22/02/2012 &#8211; Altro che nuova normalità e uscita dal tunnel. I dati di Cerved Group  sui pagamenti tra imprese fanno emergere segnali preoccupanti. Servono  quasi 90 giorni per vedersi saldata una fattura e il 57% delle aziende  [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify">22/02/2012 &#8211; Altro che nuova normalità e uscita dal tunnel. I dati di Cerved Group  sui pagamenti tra imprese fanno emergere segnali preoccupanti. Servono  quasi 90 giorni per vedersi saldata una fattura e il 57% delle aziende  friul-giuliane paga in ritardo.</p>
<p style="text-align: justify"><a rel="attachment wp-att-8500" href="http://www.imprendero.it/blog/2012/02/22/piu-ritardi-nei-pagamenti-ma-il-nordest-e-virtuoso/ritardo-pagamenti_0/"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-8500" style="border: 0pt none" src="http://www.imprendero.it/wp-content/uploads/2012/02/ritardo-pagamenti_0-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Il rapporto fa emergere come solo il 43%  delle imprese rispetti gli impegni di pagamento pattuiti, mentre  salgono al 6,2% (erano il 4,8% un anno fa) le società in grave ritardo  sul perfezionamento delle fatture. In generale i dati dell’area Nordest  emergono meno critici di altri territori della penisola. <strong>Anzi  addirittura la regione del Friuli Venezia Giulia spicca per numeri in  netta controtendenza rispetto al resto dell’Italia</strong>. Nel quarto trimestre  del 2011 le imprese protestate si sono ridotte del 20,8% e sono anche  al di sotto del dato pre-crisi, -18,4%. In cifre 137 aziende protestate  nel 2011, erano 168 nel pre-crisi e 173, 365 giorni fa. Ma il rischio  sistemico sui tempi di pagamento resta. Nel solo Nordest il calo 2011 su  2010 del numero di società con cambiali è del 12%, viceversa sale al  +13%, in confronto al pre-crisi. Il Friuli Venezia Giulia appare  come una delle aree più virtuose anche in termini di credibilità delle  imprese. Le inaffidabili sono infatti solo lo 0,3% del totale delle  aziende, uno dei migliori dati a livello nazionale. La regione fa meglio  del confinante Veneto, 0,4%, di Lombardia, 0,7%, Piemonte, 0,5%,  Emilia Romagna, 0,5% ed è ad una distanza siderale da Calabria, 2% e  Campania,1,4%.</p>
<p style="text-align: justify">«Gli effetti della nuova recessione non hanno tardato a  manifestarsi sul mondo delle imprese – commenta Stefano Matalucci,  direttore marketing di Cerved Group – <strong>da giugno in poi sono tornati ad  aumentare i protesti e i ritardi nei pagamenti, interrompendo il lento  ritorno verso la normalità che durava dalla fase più acuta della crisi  del 2009</strong>». Che si sia di fronte ad una recrudescenza della crisi è per  altro confermato anche dai dati di Payline, il database di Cerved Group  che monitora i rapporti con i fornitori di oltre due milioni di imprese  italiane: si allungano i tempi di liquidazione delle fatture e i ritardi  rispetto alle scadenze pattuite. Nel quarto trimestre 2011 i pagamenti  tra le imprese sono stati regolati in 88,9 giorni, quattro in più  rispetto ai tre mesi precedenti. Il dilazionamento è da attribuire in  gran parte ai crescenti ritardi registrati, in aumento per il secondo  trimestre consecutivo (toccando nel quarto trimestre i 23,3 giorni  contro i 20,4 del periodo luglio- settembre).</p>
<p style="text-align: justify">Il fenomeno dei <strong>crescenti  ritardi nell’ultimo trimestre 2011 ha coinvolto tutta l’economia</strong>, con  situazioni più gravi tra le aziende operanti nel terziario, 26,1 giorni  di ritardo, e nelle costruzioni con 23,9 giorni, mentre nell’industria i  ritardi si attestano a 16,5 giorni. Riguarda tutta la Penisola, con  ritardi oltre i 25 giorni nel Nord Ovest, nel Centro e nel Mezzogiorno e  nettamente inferiori nel Nordest (15,3 giorni).</p>
<p style="text-align: justify">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify"><em><strong>Fonte: <a href="http://www.quotidianamente.net/cronaca/fatti-dallitalia/piu-ritardi-nei-pagamenti-ma-il-nordest-e-%E2%80%9Cvirtuoso%E2%80%9D-19316.html" target="_blank"><span style="text-decoration: underline">Quotidianamente.net </span></a></strong></em></p>
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		<title>GE cerca start up nelle tecnologie pulite</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Feb 2012 09:01:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>tortellis</dc:creator>
				<category><![CDATA[news ed eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Carbon Trust]]></category>
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		<description><![CDATA[21/02/2012 &#8211; Co2, un fondo per giovani imprenditori. Il colosso americano, in collaborazione con l&#8217;organizzazione no profit Carbon Trust, ha stanziato un fondo da 5 milioni di euro dedicato a nuove società nel campo delle infrastrutture a bassa emissione.
Lo fanno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify">21/02/2012 &#8211; <strong>Co2, un fondo per giovani imprenditori. Il colosso americano, in collaborazione con l&#8217;organizzazione no profit Carbon Trust, ha stanziato un fondo da 5 milioni di euro dedicato a nuove società nel campo delle infrastrutture a bassa emissione.</strong></p>
<p style="text-align: justify"><a rel="attachment wp-att-8491" href="http://www.imprendero.it/blog/2012/02/21/ge-cerca-start-up-nelle-tecnologie-pulite/wind-turbines-farm/"><img class="alignleft size-medium wp-image-8491" style="border: 0pt none" src="http://www.imprendero.it/wp-content/uploads/2012/02/solare-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a>Lo fanno perché sono sempre alla ricerca di nuove idee da trasformare in business. E perché si è creata, a causa della crisi, una domanda di nuovi investimenti. Ecco perché, per la prima volta, General Electric ha destinato al mercato europeo il suo primo investimento in un fondo di venture capital che ha come scopo l&#8217;accelerazione dei progetti in tecnologie pulite.</p>
<p style="text-align: justify">Ge, in collaborazione con l&#8217;organizzazione no profit inglese Carbon Trust, he destinato 5 milioni di euro &#8220;per supportare nuove imprese e progetti nelle tecnologie a bassa emissione, con particolare focus sulle infrastrutture&#8221;. Carbon Trust dovrà individuare i progetti più interessanti, il fondo avrà poi il compito di incubare o investire direttamente in quelli che dimostrano un maggior potenziale. I fondi stanziati potrebbero essere solo un primo passo per l&#8217;Europa, visto che General Electric, nel mondo, ha stanziato assieme ad altri partner 134 milioni per investimenti e accordi commerciali con imprese e start up.</p>
<p style="text-align: justify">Il fatto che Ge investa per la prima volta in Europa ha una speigazione evidente. La situazione nel Vecchio Continente sta diventando sempre più difficile per chi dispone dell&#8217;idea per un nuovo brevetto, ma non dei capitali per avviare una attività. Soprattutto in un periodo in cui le banche hanno chiuso i rubinetti alle Pmi, figuriamoci per i giovani che intraprendono per la prima volta questa attività.</p>
<p style="text-align: justify">Non a caso, secondo un recente report di Bloomberg New Energy Finance, se fino al 2007 il 42 per cento degli investimenti nei progetto di energia pulita arrivava dall&#8217;Europa, ora la percentuale è drammaticamente scesa al 25 per cento. Mentre, sempre negli ultimi quattro anni, il quadrante Oriente/Oceania ha di fatto raddoppiato i propri investimenti. Un passo indietro, quello dell&#8217;Europa, che ha dato il via libera al Nord America, dove &#8211; secondo una ricerca di CleanTeach &#8211; si concentrano i due terzi degli investimenti di fondi di venture capital nel settore delle tecnologie per l&#8217;ambiente, mentre nel Vecchio Continente sono scesi al 19 per cento.</p>
<p style="text-align: justify">Un parte dei soldi stanziarti dal General Electric per il suo fondo potrebbe arrivare in Italia. Se ne occuperà un team di esperti che valuterà gli eventuali progetti. &#8220;La nostra iniziativa &#8211; spiega il presidente e ad di Ge Italia Sandro De Poli &#8211; punta a sviluppare le tecnologie pulite più promettenti per far sì che l&#8217;Europa mantenga la sua posizione di leadership. Le imprese di questo settore hanno alte potenzialità di crescita anche in termini di creazione di posti di lavoro, ma allo stesso tempo hanno un maggior bisogno di capitale rispetto a imprese in crescita minore e questo può rappresentare un problema nell&#8217;attuale fase econonomica&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify"><em><strong>Fonte: <a href="http://www.repubblica.it/economia/2012/02/20/news/co2_un_fondo_per_giovani_imprenditori_ge_cerca_star_up_nelle_tecnologie_pulite-30216634/" target="_blank"><span style="text-decoration: underline">Repubblica.it</span></a>, scritto da Luca Pagni (20 febb.)</strong></em></p>
<p style="text-align: justify"><em>Foto: Google Immagini</em></p>
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		<title>L’identikit dei neo-imprenditori italiani nel 2011</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Feb 2012 09:00:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>tortellis</dc:creator>
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		<description><![CDATA[20/02/2012 &#8211; Unioncamere: un terzo delle nuove imprese nasce al Sud. L’identikit dei neo-imprenditori italiani nel 2011: 3 su 4 sono uomini, l’87% italiani, nel 57,4% sono spinti dalla voglia di affermarsi nel mondo.
Un terzo delle imprese italiane nate nel [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify">20/02/2012 &#8211; <strong>Unioncamere: un terzo delle nuove imprese nasce al Sud. </strong>L’identikit dei neo-imprenditori italiani nel 2011: 3 su 4 sono uomini, l’87% italiani, nel 57,4% sono spinti dalla voglia di affermarsi nel mondo.</p>
<p style="text-align: justify"><a rel="attachment wp-att-8479" href="http://www.imprendero.it/blog/2012/02/20/identikit-dei-neo-imprenditori-italiani-nel-2011/success_005/"><img class="alignleft size-medium wp-image-8479" style="border: 0pt none" src="http://www.imprendero.it/wp-content/uploads/2012/02/success_005-300x252.jpg" alt="" width="198" height="166" /></a>Un terzo delle imprese italiane nate nel 2011 ha sede nel Mezzogiorno. A fondarle, in 3 casi su 4 sono uomini e per 7 su 10 sono bastati 10mila euro per partire. L’obiettivo è la soddisfazione personale e professionale (lo affermano in più del 57% di coloro che  hanno deciso di fondare, da titolari o da soci di maggioranza, una nuova azienda). Perché, anche in tempi di crisi, fare impresa nel nostro Paese è un sogno nel cassetto che, nel 2011, molti hanno potuto concretizzare.</p>
<p style="text-align: justify">E’ quanto emerge dall’indagine del <strong>Centro studi di Unioncamere</strong> su un campione di circa 9mila imprese attive nate nel corso del 2011 e per le quali è possibile identificare il settore di appartenenza, rappresentativo di circa 176mila “vere” nuove imprese iscritte nel corso dell’anno.</p>
<p style="text-align: justify">“<em>L’impresa è e resta una grande opportunità soprattutto per i giovani. Non è la soluzione alla disoccupazione, ma è una concreta e solida chances per dare corpo alle giuste aspettative di soddisfazione professionale”. </em>Questo il commento del presidente di <strong>Unioncamere</strong>, <strong>Ferruccio Dardanello</strong><em>. “In un momento di difficoltà quale è quello che stiamo vivendo, sostenere la diffusione delle imprese significa operare soprattutto per chi oggi si affaccia sul mercato del lavoro e non riesce a trovare risposte. Quindi, ben vengano tutti i programmi e progetti che possono offrire alle tante intelligenze e saperi che il nostro Paese sa esprimere delle occasioni reali”.</em></p>
<p style="text-align: justify">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Un terzo delle nuove imprese nasce al Sud</strong></p>
<p style="text-align: justify">Anche nel 2011, sono Sud e Isole a dare vita alla quota prevalente di nuove iniziative imprenditoriali (30,9%), seguite a breve distanza dal Nord Ovest (28,6%). Incidenze minori spettano al Centro e al Nord Est (rispettivamente, 21,0% e 19,5%). Come guardano al futuro? Nella maggior parte dei casi (88,7%), le imprese neo-nate sono caute e non avvertono la necessità di assumere personale, impegnate come sono ad attendere i primi riscontri da parte del mercato. Circa un’impresa su dieci prevede di aumentare gli occupati, ma la quota sale sensibilmente tra quelle con più di 10 addetti (raggiungendo il 19,6%), che, nascendo più grandi, prevedono già di dover svolgere una gamma più ampia di mansioni, per svolgere le quali sarà necessario introdurre figure con specializzazioni diverse.</p>
<p style="text-align: justify">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Oltre un quarto ha meno di 30 anni; aumentano gli uomini; nella metà dei casi sono diplomati</strong></p>
<p style="text-align: justify">Le opportunità del “fare impresa” sono colte sempre più frequentemente dai giovani: infatti, supera il 26% (2 punti in più rispetto al 2010) l’incidenza degli under 30 e un ulteriore 19,1% di neo-imprenditori si colloca nella fascia di età tra i 31 e i 35 anni. Lo spirito di iniziativa e le capacità innovative proprie dei giovani hanno generato nel 2011 poco meno della metà delle nuove imprese, mentre il restante 54,5% è da attribuire agli ultra 35enni, che si avvalgono principalmente dell’esperienza e del proprio background tecnico-professionale per trovare stimoli all’avventura imprenditoriale.</p>
<p style="text-align: justify">Gli uomini confermano nel 2011 una più netta propensione a realizzarsi attraverso la creazione di un’impresa: sono quasi tre quarti i neo-capitani d’impresa maschi, in lieve crescita rispetto al 2010. Quindi, si sono ulteriormente ridotti gli spazi per le donne, che però si ampliano in specifici settori. I servizi alle persone è l’unico settore in cui il genere femminile detiene il primato delle nuove iniziative imprenditoriali (51,7%), ma quote superiori alla media si riscontrano anche nei servizi turistici, nell’agricoltura e nelle attività commerciali.</p>
<p style="text-align: justify">E’ il diploma il trampolino di lancio per i capitani d’impresa: poco meno della metà (48,9%) di essi, infatti, proviene da una scuola secondaria superiore, una quota in crescita rispetto ai dati 2010. Anche l’incidenza di quanti si sono fermati alla scuola dell’obbligo è in aumento (supera un quarto dei casi) e, di conseguenza, sono in riduzione i neo-imprenditori con qualifica professionale e con laurea, cui corrispondono rispettivamente quote intorno al 12%.</p>
<p style="text-align: justify">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Poche le risorse da investire: in 8 casi su 10 sono mezzi propri</strong></p>
<p style="text-align: justify">Visto che l’investimento per dare avvio a una nuova attività non supera i 10mila euro nel 72,1% dei casi (quota che si amplia, raggiungendo il 75,3%, per i giovani), i nuovi imprenditori fanno affidamento prevalentemente su mezzi propri: infatti, scelgono l’autofinanziamento 8 imprenditori su 10, affiancando a questo i prestiti di parenti o amici e, in seconda battuta, i prestiti bancari. Non è però trascurabile il numero di quanti partono con un capitale iniziale compreso tra gli 11 e i 30mila euro (una nuova impresa su 5): sono specialmente i servizi turistici, il commercio e i servizi alle persone i comparti da cui scaturiscono esigenze di un investimento iniziale più cospicuo.</p>
<p style="text-align: justify">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify"><strong>In un caso su 2 hanno una esperienza di lavoro alle spalle</strong></p>
<p style="text-align: justify">La precedente attività come operaio o apprendista, quella da impiegato o quadro e pregresse esperienze come imprenditori o lavoratori autonomi costituiscono la base di partenza per quasi il 55% dei neo-capitani d’impresa nel 2011. C’è dunque alle spalle un solido percorso professionale e un’attenta analisi delle condizioni del mercato a indurre la maggior parte di questi soggetti a intraprendere l’impegnativo percorso dell’imprenditorialità. Invece, la motivazione prevalente è da ricercarsi nella necessità di trovare uno sbocco lavorativo per quanti precedentemente si trovavano nella condizione di disoccupati, studenti, casalinghe e collaboratori a progetto, che complessivamente rappresentano il 22,4% dei nuovi imprenditori, con un’incidenza in aumento di 1,5 punti sul 2010.</p>
<p style="text-align: justify">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify"><em>Fonte: <a href="http://www.unioncamere.gov.it/P42A1024C160S123/Nuove-imprese--nel-2011-una-su-tre-e-nata-al-Sud.htm" target="_blank"><span style="text-decoration: underline">Comunicato stampa Unioncamere</span></a>, 18febb. </em></p>
<p style="text-align: justify">Foto: Google Immagini</p>
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		<title>Silicon Italy: storie di nuove imprese hi-tech italiane</title>
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		<pubDate>Fri, 17 Feb 2012 09:09:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>tortellis</dc:creator>
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		<description><![CDATA[17/02/2012 &#8211; L’anti Google ha spaccato il popolo della rete: entusiasti contro  delusi. I secondi sembrano avere la meglio, per ora, ma un fatto è  certo: Volunia, il motore di ricerca lanciato il 6 febbraio da Massimo  [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify">17/02/2012 &#8211; L’anti Google ha spaccato il popolo della rete: entusiasti contro  delusi. I secondi sembrano avere la meglio, per ora, ma un fatto è  certo: Volunia, il motore di ricerca lanciato il 6 febbraio da Massimo  Marchiori, il matematico  padovano che nel 1997 inventò l’algoritmo alla  base del Google «vero», ha acceso i riflettori su un universo  conosciuto solo dagli addetti ai lavori.</p>
<p style="text-align: justify"><a rel="attachment wp-att-8462" href="http://www.imprendero.it/blog/2012/02/17/silicon-italy-storie-di-nuove-imprese-hi-tech-italiane/future-tech/"><img class="alignleft size-medium wp-image-8462" style="border: 0pt none" src="http://www.imprendero.it/wp-content/uploads/2012/02/future-TECH-300x187.jpg" alt="" width="300" height="187" /></a>Perché <strong>in Italia non c’è solo <a href="http://launch.volunia.com/">Volunia</a></strong>.  «Sono 700-800 circa le start-up che nascono nel nostro Paese ogni anno»  calcola Alberto Onetti, presidente della fondazione Mind the bridge,  fra i principali cacciatori di talenti italiani e partner della Why  Italy Matters Corp, la società di diritto Usa creata dall’ex golden boy  della consulenza <strong>Fernando Napolitano</strong> per promuovere il meglio dell’hi-tech italiano sulla piazza americana (<a href="http://www.italianbusiness.org/" target="_blank">www.italianbusiness.org</a>).  E cita una ricerca dell’Università degli studi dell’Insubria a Varese  che passa ai raggi X un campione di 111 nuove imprese ad alta  tecnologia. L’85 per cento è attiva sul fronte internet. Sono collocate  nel Centro-Nord (cartina a destra). «E i loro titolari hanno 32 anni in  media e un tasso d’istruzione molto elevato» dice Onetti, che parla di  giovani con in tasca almeno un master o un dottorato di ricerca.</p>
<p>Gli fa eco Livio Scalvini, responsabile innovazione dell’Intesa Sanpaolo  e a capo del progetto Start-Up Initiative, nato nel 2009 per scovare  realtà all’avanguardia, come le tre descritte in queste pagine e  presentate lo scorso anno, e metterle in contatto con potenziali  finanziatori in Italia e all’estero: «Ci sono centinaia di giovani con  idee, idee vere» assicura il manager «e noi aiutiamo chi ha le carte in  regola per farsi strada». Con iniziative a tappeto. Come quella in lizza  il 23 febbraio alla Berkeley University, in California, che vedrà  sfilare sotto gli occhi di investitori top 12 start-up. E per seguire  l’intera attività che gravita intorno a Why Italy Matters Corp, ecco un  indirizzo da mettere in agenda: <a title="http://blog.panorama.it/economia/tag/why-italy-matters-corp/" href="http://blog.panorama.it/economia/tag/why-italy-matters-corp/" target="_blank">http://blog.panorama.it/economia/tag/why…</a>.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Quanto guadagna la tua app?</strong><br />
Ci sono voluti 24 mesi e oltre 250 mila dollari per sviluppare Mopapp,  piattaforma in grado di tracciare in tempo reale i ricavi delle vendite  delle applicazioni nelle principali vetrine online del mondo.</p>
<p style="text-align: justify">Parola di Alessandro Rizzoli, 42 anni, che con i soci Federico Sita,  41, e Marco Bellinaso, 31, tutti ingegneri, sta lavorando perché la sua  idea entri in commercio entro fine mese. «Nella fase open beta, durata  più di un anno e aperta a tutti, abbiamo raccolto 2.500 sviluppatori  registrati per un totale di 12 mila app censite» racconta Rizzoli, che  nel 2011 ha vinto il Seed camp di Berlino e il Bit Park European summit  di Bruxelles, promosso dalla Microsoft per le start-up europee più  innovative. «Abbiamo aperto il capitale a soci esterni fra cui gli  inglesi di Seed e stiamo per concludere un altro accordo».</p>
<p style="text-align: justify">La sede di <a href="http://www.mopapp.com/" target="_blank">Mopapp</a> è a Londra ma lo sbarco negli Usa non va escluso. Quello delle  applicazioni è un mercato d’oro: varrà 60 miliardi di dollari entro il  2014 (stima Gartner Group). Rizzoli è alla sua terza start-up. La prima,  lanciata nel 2008 a Bologna, si chiama GetConnected e sviluppa software  conto terzi. «La seconda è Anguria Lab, fondata nel 2009, con sede nel  Delaware, Stati Uniti, per la vendita di Postino, una app che permette  di trasformare le foto scattate con il cellulare in cartoline da spedire  ovunque» dice l’imprenditore, che ha studiato all’Urbana champaign  dell’Illinois, la stessa che negli anni 70 diede il via ad Arpanet,  precursore di internet.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>La maglietta che crea energia</strong><br />
Niente più cellulari, iPod o iPad con la batteria a terra. Con i  prodotti targati eRaloS3 i dispositivi hi-tech si possono ricaricare in  qualsiasi momento e ovunque ci si trovi. Lo promette Giuseppe Suriani,  30 anni, ingegnere microelettronico con in tasca un master in scienze  dei materiali, che con i soci Salvatore Bagiante, 30, e Michele  Corselli, 28, ha brevettato un sistema per la produzione di celle  fotovoltaiche flessibili da integrare nei tessuti.<br />
«In questo modo basta indossare una tshirt per avere una fonte  energetica sempre con sé» sintetizza Suriani, vincitore anche  dell’ultima edizione del <a href="http://www.windbusinessfactor.it/" target="_blank">Wind business factor</a>,  a cui hanno partecipato 163 start-up. Ma c’è di più. I giovani di  eRaloS3, con sede a Catania, stanno mettendo a punto anche aggeggi  solari tascabili dalle dimensioni di un pacchetto di sigarette. «Stiamo  scrivendo i brevetti» dice Suriani. «Finora abbiamo investito 80 mila  dollari ma per fare il salto vero avremmo bisogno di un milione».</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Un mangime rivoluzionario</strong><br />
Aveva solo 23 anni quando, con i soci Federico Maria Grati e Stefano Babbini,<br />
fondò l’Agroils, con sede a Firenze e jointventure in Marocco, Senegal e  Ghana, per la produzione di biocombustibili dalla pianta tropicale  jatropha. Poi nel 2011 la cessione dell’attività (marchio escluso) alla  milanese Futuris. E il lancio, stavolta a Hayward, nel cuore della  Silicon Valley, dell’Agroils Technology. Giovanni Venturini Del Greco,  laureato in ingegneria gestionale all’Università di Firenze e con in  tasca un master alla Kungliga Tekniska Hogskolan di Stoccolma, produrrà  ora mangimi di origine vegetale. «Sfruttando quello che resta dalla  jatropha una volta estratto l’olio combustibile» precisa. L’idea nasce  dall’incontro con Roberto Crea, lo scienziato italiano che negli anni 70  guidò il gruppo di ricercatori Usa della Genentech che scoprì  l’insulina sintetica.<br />
«Vogliamo sostituire la soia come materia prima per i mangimi  assicurando proprietà nutrizionali maggiori e prezzi più concorrenziali»  dice Del Greco, che stima in 100 miliardi di dollari il mercato di  riferimento su scala mondiale e annuncia l’ingresso imminente di  finanziatori terzi nella start-up con fondi per 1 milione di dollari.  «Entro la primavera del 2013 i mangimi dell’Agroils Technology saranno  cosa fatta».</p>
<h3 style="text-align: justify">Appuntamento il 23 febbraio a Berkeley</h3>
<p style="text-align: justify">Si terrà giovedì 23 febbraio alla Berkeley University, in California,  l’Italian innovation day 2012, promosso dalla fondazione non-profit  Mind The Bridge, in collaborazione con Intesa Sanpaolo e Why Italy  Matters, società di diritto Usa fondata da Fernando Napolitano per  promuovere il meglio dell’hi-tech italiano.<br />
A sfilare davanti a potenziali investitori saranno 12 start-up italiane. Ecco chi sono e cosa fanno.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Enatek</strong><br />
Fondata da Gianluca Cecchetti, con sede a Piombino, sta mettendo a punto  una microturbina eolica per il mercato domestico. Il settore di  riferimento è stimato in 412 milioni di dollari nel 2013 con tassi di  crescita a doppia cifra anno su anno.</p>
<p style="text-align: justify"><strong><a href="http://www.genport.it/our-mission/">Genport</a></strong><br />
È uno spin-off del Politecnico di Milano. Guidato da Paolo Fracas, sede a  Vimercate, offre sistemi indossabili e trasportabili in grado di  erogare energia pulita 24 ore al giorno.<br />
www.genport.it</p>
<p style="text-align: justify"><strong>KitoTech</strong><br />
Niente più punti di sutura. La KitoTech sta sviluppando nanofibre di  chitina in grado di guarire le ferite senza ricorrere alla sala  operatoria.<br />
Lanciata da Marco Rolandi, ha sede a Seattle, negli Usa.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Liquidweb</strong><br />
Sviluppa tecnologie controllabili con il potere della mente. La start-up  creata da Pasquale Fedele, con sede a Siena, fa leva sul nostro sistema  neurale per controllare un computer senza l’aiuto di tastiera o  joystick. Basta indossare un casco speciale.</p>
<p style="text-align: justify"><strong><a href="http://blog.panorama.it/economia/2012/02/16/silicon-italy-storie-di-nuove-imprese-hi-tech-italiane/www.upgen.it" target="_blank">Underground Powe</a></strong><br />
Produrre elettricità sfruttando<br />
l’energia cinetica dei veicoli. Basta installare un dispositivo nel  terreno e il sogno si trasforma in realtà. L’idea è di Andrea Pirisi e  la sua impresa ha sede a Pinzolo, in provincia di Trento.</p>
<p style="text-align: justify"><strong><a href="http://blog.panorama.it/economia/2012/02/16/silicon-italy-storie-di-nuove-imprese-hi-tech-italiane/www.ilike.tv" target="_blank">iLike.tv</a></strong><br />
Si tratta di un cross media social network ideato da Paolo Roatta.  L’idea è di fare programmi tv dando agli spettatori la possibilità di  intervenire in diretta. Nell’autunno 2012 il via su Sky.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>D-orbit</strong><br />
È lo spazzino dello spazio. La start-up di Luca Grossettini, con sede a  Milano, sviluppa dispositivi da installare sui satelliti artificiali in  grado di distruggerli al termine della loro vita operativa o in caso di  avarie. Obiettivo: risolvere il problema dei detriti spaziali.</p>
<p style="text-align: justify"><strong><a href="http://blog.panorama.it/economia/2012/02/16/silicon-italy-storie-di-nuove-imprese-hi-tech-italiane/www.nextstyler.com" target="_blank">Nextstyler</a></strong><br />
La moda ai tempi di internet.<br />
Maurizio Palumbo e Mary Palomba, entrambi originari di Napoli, hanno  lanciato il marchio Nextstyler. I capi sono acquistabili solo online.</p>
<p style="text-align: justify"><strong><a href="http://blog.panorama.it/economia/2012/02/16/silicon-italy-storie-di-nuove-imprese-hi-tech-italiane/www.stereomood.com" target="_blank">Stereomood</a></strong><br />
Una streaming web radio che suggerisce ai propri utenti che cosa  ascoltare a seconda del loro stato d’animo. Lanciata da Daniele Novaga,  con sede a Roma, intende proporre un ascolto basato sulle emozioni.</p>
<p style="text-align: justify"><strong><a href="http://timbuktu.me/" target="_blank">Timbuktu</a></strong><br />
Ha lanciato il primo newsmagazine per bambini progettato per iPad.  Ideata da Elena Favilli e Francesca Cavallo questa start-up con sede a  Milano ha vinto il premio Working capital della Telecom Italia.</p>
<p style="text-align: justify"><strong><a href="http://vinswer.com/" target="_blank">Vinswer</a></strong><br />
Con sede a San Bruno, in California, è un mercato virtuale a  disposizione di chi voglia offrire consulenza nei campi più disparati.  Funziona tramite videochat. A idearlo Michele Mastroianni, Daniele  Alberti e Stefano Mendicino.</p>
<p style="text-align: justify"><strong><a href="http://blog.panorama.it/economia/2012/02/16/silicon-italy-storie-di-nuove-imprese-hi-tech-italiane/www.vivocha.com" target="_blank">Vivocha</a></strong><br />
Una piattaforma multicanale che permette a qualsiasi azienda di lanciare  un nuovo servizio clienti online in pochi minuti e senza competenza  tecnica specifica. I fondatori sono Gianluca Ferranti e Federico Pinna.</p>
<p style="text-align: justify">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify"><em><strong>Fonte: <a href="http://blog.panorama.it/economia/2012/02/16/silicon-italy-storie-di-nuove-imprese-hi-tech-italiane/" target="_blank"><span style="text-decoration: underline">Panorama.it</span></a>, scritto da <a href="http://blog.panorama.it/economia/author/luigigavazzi/" target="_blank"><span style="text-decoration: underline">Luigi Gavazzi</span></a> (16 febb.)</strong></em></p>
<p style="text-align: justify"><em><strong>Foto: Google Immagini<br />
</strong></em></p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Gli europei sviluppano un imballaggio per alimenti innovativo e sostenibile</title>
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		<pubDate>Thu, 16 Feb 2012 09:43:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>tortellis</dc:creator>
				<category><![CDATA[news ed eventi]]></category>
		<category><![CDATA[biomateriale]]></category>
		<category><![CDATA[imballaggio per alimenti]]></category>
		<category><![CDATA[progetto WHEYLAYER]]></category>

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		<description><![CDATA[16/02/2012 &#8211; Siamo costantemente in movimento e i prodotti che  rendono la nostra vita più facile sono sempre i benvenuti. Ma garantire  la sicurezza dei prodotti è altresì importante. Ciò è particolarmente  valido per l&#8217;industria alimentare. Con [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify">16/02/2012 &#8211; Siamo costantemente in movimento e i prodotti che  rendono la nostra vita più facile sono sempre i benvenuti. Ma garantire  la sicurezza dei prodotti è altresì importante. Ciò è particolarmente  valido per l&#8217;industria<a rel="attachment wp-att-8438" href="http://www.imprendero.it/blog/2012/02/16/gli-europei-sviluppano-un-imballaggio-per-alimenti-innovativo-e-sostenibile/fresh_fruits_and_vegetables/"><img class="alignleft size-medium wp-image-8438" style="border: 0pt none" src="http://www.imprendero.it/wp-content/uploads/2012/02/Fresh_Fruits_and_Vegetables-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a> alimentare. Con l&#8217;ossidazione di grassi, oli e  altri componenti alimentari, i cibi che mangiamo perdono sostanze  nutrienti e cambiano colore. Evitare l&#8217;ossidazione è cruciale per  l&#8217;imballaggio alimentare. Un team di ricercatori finanziato dall&#8217;UE ha  sviluppato un biomateriale dalle proteine del siero di latte nonché un  metodo commercialmente valido per produrre film multifunzionali su  scala industriale. Si tratta di un processo molto più avanzato rispetto  ai film convenzionali basati su prodotti petrolchimici. I risultati  appartengono al progetto WHEYLAYER (&#8220;Whey protein-coated plastic films  to replace expensive polymers and increase recyclability&#8221;), che ha  ricevuto un finanziamento di oltre 2,5 milioni di euro attraverso il  programma di lavoro &#8220;Ricerca a favore delle PMI&#8221; (piccole e medie  imprese), del programma &#8220;Capacità&#8221; del Settimo programma quadro dell&#8217;UE  (7º PQ).</p>
<p style="text-align: justify">I frutti del loro lavoro fanno parte di un forte impegno europeo di  sviluppare un materiale di imballaggio sostenibile, la cui produzione  sia conveniente ed ecocompatibile. Il settore alimentare potrà trarre  grande beneficio da questa recente innovazione, che contribuirà a  proteggere i prodotti alimentari dall&#8217;ossigeno, dall&#8217;umidità e dalla  contaminazione chimica e biologica. Il risultato di questo sviluppo è  che i cibi rimarranno freschi il più a lungo possibile.</p>
<p style="text-align: justify">Come materiali di barriera i metodi attuali si concentrano sull&#8217;uso  di costosi polimeri petrolchimici, come i copolimeri etilene alcol  vinilico (EVOH). La Società tedesca per la ricerca di mercato  sull&#8217;imballaggio ritiene che nel 2014 in Germania verranno prodotti e  utilizzati oltre 640 chilometri quadrati di materiali compositi che  utilizzano gli EVOH come strato barriera all&#8217;ossigeno.</p>
<p style="text-align: justify">Secondo il progetto WHEYLAYER, gli ingredienti naturali del siero di  latte prolungano la durata di conservazione dei prodotti alimentari. Un  vantaggio ulteriore è che lo strato di proteine del siero è  biodegradabile.</p>
<p style="text-align: justify">Commentando i risultati dello studio, uno dei partner di WHEYLAYER,  Markus Schmid dell&#8217;Istituto Fraunhofer per l&#8217;ingegneria di processo e  imballaggio IVV in Germania, ha detto: &#8220;Siamo riusciti a sviluppare una  formulazione di proteine del siero che può essere utilizzata come  materia prima per una pellicola barriera. Abbiamo inoltre sviluppato un  processo economicamente sostenibile che può essere usato per produrre le  pellicole multifunzionali su scala industriale.&#8221;</p>
<p style="text-align: justify">Per sviluppare la pellicola di siero di latte la squadra tedesca ha  prima purificato siero di latte dolce e siero di latte acido, producendo  isolati proteici di elevata purezza. Sono stati testati vari metodi di  modificazione per ottenere proteine ??adatte con proprietà filmogene  superiori. Le proteine ??hanno resistito alle sollecitazioni meccaniche  coinvolte perché il team le ha mescolate con diverse concentrazioni di  ammorbidenti e vari altri additivi, tutti biocompatibili.</p>
<p style="text-align: justify">&#8220;Tutti questi additivi sono sostanze autorizzate&#8221;, ha spiegato  Schmid &#8220;Il nostro lavoro all&#8217;IVV per produrre una pellicola multistrato  di questo genere utilizzando un metodo roll-to-roll è un primato  assoluto&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify">La buona notizia per le imprese che vorrebbero passare alle proteine  ??del siero di latte è che ciò richiederebbe solo piccole modifiche ai  loro impianti. I ricercatori fanno sapere che hanno richiesto un  brevetto per questa tecnologia innovativa.</p>
<p style="text-align: justify">Il consorzio WHEYLAYER è costituito da esperti provenienti da  Germania, Spagna, Irlanda, Italia, Ungheria e Slovenia, guidati dal  Patronal de la Petita i Mitjana Empresa de Catalunya (PIMEC) in Spagna.</p>
<p style="text-align: justify">Per maggiori informazioni, visitare:</p>
<p style="text-align: justify">Istituto Fraunhofer per l&#8217;ingegneria di processo e imballaggio IVV:<br />
<a href="http://www.ivv.fraunhofer.de/index_e.html">http://www.ivv.fraunhofer.de/index_e.html</a></p>
<p style="text-align: justify">WHEYLAYER:<br />
<a href="http://www.wheylayer.eu/">http://www.wheylayer.eu/</a></p>
<p style="text-align: justify"><strong>Categoria:</strong> Risultati dei progetti<br />
<strong>Fonte:</strong> Istituto Fraunhofer per l&#8217;ingegneria di processo e imballaggio IVV<br />
<strong>Documenti di Riferimento:</strong> Sulla base di informazioni diffuse dall&#8217;Istituto Fraunhofer per l&#8217;ingegneria di processo e imballaggio IVV<br />
<strong>Codici di Classificazione per Materia:</strong> Coordinamento, cooperazione; Tecnologia dei materiali; Sicurezza; Ricerca scientifica; Standard</p>
<p style="text-align: justify">RCN: 34280</p>
<p style="text-align: justify">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Fonte: <span style="text-decoration: underline"><a href="http://cordis.europa.eu/fetch?CALLER=IT_NEWS&amp;ACTION=D&amp;SESSION=&amp;RCN=34280" target="_blank">Cordis.europa.eu</a></span> (9 febb.)</strong></p>
<p style="text-align: justify">Foto: Google Immagini</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Mario Gonella</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Feb 2012 15:11:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>albertovanin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[Laureato in Ingegneria Meccanica. Inizia la sua attività nel 1986 presso Nordica S.p.A., dove costituisce l’ufficio brevetti interno. Con l’acquisizione di Nordica e di altre aziende leader nel settore sportivo da parte di Benetton Group S.p.A., nel 1989 è incaricato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Laureato in Ingegneria Meccanica. Inizia la sua attività nel 1986 presso Nordica S.p.A., dove costituisce l’ufficio brevetti interno. Con l’acquisizione di Nordica e di altre aziende leader nel settore sportivo da parte di Benetton Group S.p.A., nel 1989 è incaricato della gestione del portafoglio brevetti per tutte le società del Gruppo. Nel 1998 passa alla capogruppo Benetton Group S.p.A., dove è responsabile dell’ufficio brevetti e marchi fino al 2001. Nello stesso anno entra in propria, di cui ora è contitolare. E’ iscritto all’AIPPI e all’ECTA.</p>
<p style="text-align: justify;">Consulente in Proprietà Industriale, Europeo Brevetti, Europeo in Marchi, Disegni e Modelli.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>&#8220;CONSIGLI PER AVERE SUCCESSO&#8221; &#8211; in partenza tre seminari a Pordenone</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Feb 2012 09:01:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rossella Cavallini</dc:creator>
				<category><![CDATA[news ed eventi]]></category>

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		<description><![CDATA[15/02/2012 &#8211; Perché un piccolo bar di periferia diventa il più rinomato ritrovo del sabato sera? Cosa rende un negozio di abbigliamento più attraente di un altro? Come può una lavanderia aumentare la propria clientela? A queste ed altre domande [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><a rel="attachment wp-att-8398" href="http://www.imprendero.it/blog/2012/02/15/consigli-per-avere-successo/success-2/"><img class="alignleft size-full wp-image-8398" style="border: 0pt none" src="http://www.imprendero.it/wp-content/uploads/2012/02/success.jpg" alt="" width="192" height="171" /></a>15/02/2012 &#8211; Perché un piccolo bar di periferia diventa il più rinomato ritrovo del sabato sera? Cosa rende un negozio di abbigliamento più attraente di un altro? Come può una lavanderia aumentare la propria clientela? A queste ed altre domande risponderanno i tre seminari, organizzati nell’ambito del progetto Imprenderò, dedicati a quanti vogliono rilanciare l’azienda di famiglia o dare nuova linfa ad un’azienda da poco acquisita.</p>
<p style="text-align: justify">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify">In particolare verranno trattati tre temi:<br />
-          definire un piano di marketing adeguato<br />
-          come utilizzare i social network per aumentare la propria visibilita&#8217;<br />
-          come rendere la propria azienda più attraente<br />
<strong> </strong></p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline">PROGRAMMA:</span></strong></p>
<p><span style="color: #ff0000"><strong>1 &#8211; Piano strategico di marketing  per i punti vendita: poca grammatica, molta pratica</strong></span><br />
<strong>lunedì 5 marzo – dalle 15.00 alle 19.00</strong></p>
<p style="text-align: justify">Le teorie di marketing sono spesso di difficile applicazione per le medie aziende, figuriamoci per un negozio. Ma i fondamenti possono essere comunque funzionali se vengono calati negli aspetti pratici di chi ogni giorno lavora direttamente con i clienti e non ha a disposizione una struttura con personale e specialisti. Semplificando al massimo i concetti e applicandoli in casi concreti questo seminario punta alla costruzione di un piano strategico di marketing per i punti vendita, evidenziando le azioni da svolgere in considerazione del rapporto costi/ benefici.</p>
<p style="text-align: justify"><span style="color: #ff0000"><strong>2 &#8211; I social network per le piccole e micro imprese: quando e come usarli</strong></span><br />
<strong>lunedì 12 marzo – dalle 15.00 alle 19.00</strong></p>
<p style="text-align: justify">Tutti i social network stanno cambiando il nostro modo di relazionarci, consigliare e scegliere. Una opinione può diventare una tendenza e un negozio può beneficiarne o subirne le conseguenze.<br />
-          Quando ha senso essere presenti su un social media on line e quando è una perdita di tempo?<br />
-          Come ragiona chi cerca informazioni e a cosa serve davvero avere un sito internet?<br />
-          Come usarlo per un punto vendita e con cosa sostituirlo se non funziona?<br />
Sono gli argomenti principali di questo seminario che vuole dare un taglio pratico sul cosa fare e soprattutto come usare i sistemi che come facebook e linkedin veicolano la nostra attenzione.</p>
<p style="text-align: justify"><span style="color: #ff0000"><strong>3 &#8211; Come accrescere il “percepito” del punto vendita senza spendere una fortuna!</strong></span><br />
<strong>lunedì 19 marzo – dalle 15.00 alle 19.00</strong></p>
<p style="text-align: justify">Le persone scelgono un negozio rispetto ad un centro commerciale per pochi e semplici motivi. Sono le leve su cui puntare per mantenere il rapporto con i clienti, per portarne dentro di nuovi e per dare rilievo al punto vendita ben oltre il prodotto venduto. A basso investimento e con esempi pratici e concreti si affronteranno le tecniche di riposizionamento del punto vendita nella percezione delle persone.</p>
<p style="text-align: justify">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Gli incontri si terranno presso la sede di Confesercenti Pordenone (viale Michelangelo Grigoletti, 72). </strong></p>
<p style="text-align: justify">&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.imprendero.it/wp-content/uploads/2012/02/CONSIGLI-PER-AVERE-SUCCESSO.pdf" target="_blank"><span style="text-decoration: underline"><strong>Scarica il PDF</strong></span></a><strong> </strong> -  <strong><a title="Iscrizione a “CONSIGLI PER AVERE SUCCESSO”" href="http://www.imprendero.it/blog/2012/02/15/iscrizione-a-consigli-per-avere-successo/" target="_blank"><span style="text-decoration: underline">Clicca qui per iscriverti</span></a></strong></p>
<p><strong>Per informazioni e adesioni:</strong><br />
Segreteria Imprenderò, Via Tullio 22 (Udine), <span style="color: #008000"><strong>Numero Verde 800 238 775</strong></span>.</p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Iscrizione a &#8220;CONSIGLI PER AVERE SUCCESSO&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Feb 2012 09:01:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rossella Cavallini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

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		<title>Webseminar &#8220;Chi finanzia la mia impresa?&#8221;: le iscrizioni sono aperte</title>
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		<pubDate>Mon, 13 Feb 2012 15:20:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>albertovanin</dc:creator>
				<category><![CDATA[news ed eventi]]></category>

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13/02/2012 &#8211; Il web-seminar &#8220;Chi finanzia la mia impresa?&#8221;, previsto in data mercoledì 7 marzo 2012, dalle 17:00 alle 18:00, si pone l’obiettivo di dare una serie di indicazioni a quanti stanno cercando un modo per finanziare la propria startup. In particolare, [...]]]></description>
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<p style="text-align: justify">13/02/2012 &#8211; Il <strong>web-seminar &#8220;Chi finanzia la mia impresa?&#8221;</strong>, previsto in data<strong> mercoledì 7 marzo 2012, dalle 17:00 <a href="http://www.imprendero.it/?attachment_id=8425"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-8425" style="border: 0pt none" src="http://www.imprendero.it/wp-content/uploads/2012/02/dollaroni-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>alle 18:00</strong>, si pone l’obiettivo di dare una serie di indicazioni a quanti stanno cercando un modo per finanziare la propria startup. In particolare, verranno analizzate le <strong>modalità di reperimento di capitale per le prime tre fasi della vita di una nuova azienda </strong>(lo sviluppo dell’idea, la sua realizzazione e i primi anni di attività), facendo riferimento al seed capital, ai business angel ed al venture capital.</p>
<p style="text-align: justify">Verranno inoltre fornite<strong> indicazioni pratiche per individuare possibili finanziatori</strong> e riuscire ad ottenere capitale per finanziare la propria idea: si parlerà quindi anche di <strong>business plan competition e pitch</strong>.</p>
<p style="text-align: justify">Relatore:  <strong>Franco Scolari</strong><strong>, </strong>Direttore del Polo Tecnologico di Pordenone e socio di Italian Angels for Growth.</p>
<p style="text-align: justify">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify"><strong><a href="http://www.imprendero.it/wp-content/uploads/2012/02/webinar-07-marzo-2012.pdf" target="_blank"><span style="text-decoration: underline">Scarica il programma in PDF</span></a></strong><strong> | <a href="http://stageconnect.allos.it/e12895368/event/registration.html" target="_blank"><span style="text-decoration: underline">Clicca qui per iscriverti!</span></a></strong></p>
<p style="text-align: justify"><span style="color: #ff0000"><strong>ATTENZIONE: Informiamo che nei giorni 27 e 28 febbraio il sistema di iscrizioni online sarà sospeso per manutenzione.</strong></span></p>
<p style="text-align: justify">Per informazioni e adesioni:<br />
<strong>Segreteria Imprenderò</strong>, Via Tullio 22 (Udine), <strong>Numero Verde 800 238 775</strong>.</p>
</div>
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		<title>Web seminar</title>
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		<pubDate>Mon, 13 Feb 2012 14:03:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>albertovanin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[CHI FINANZIA LA MIA IMPRESA?
07/03/2012, ore 17:00-18:00 &#8211; Il web-seminar si pone l’obiettivo di dare una serie di indicazioni a quanti stanno cercando un modo per finanziare la propria startup. In particolare, verranno analizzate le modalità di reperimento di capitale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><span style="color: #339966;font-size: medium"><strong>CHI FINANZIA LA MIA IMPRESA?</strong></span></p>
<p style="text-align: justify"><strong>07/03/2012, ore 17:00-18:00 &#8211; </strong>Il web-seminar si pone l’obiettivo di dare una serie di indicazioni a quanti stanno cercando <a rel="attachment wp-att-8425" href="http://www.imprendero.it/blog/2012/02/13/webseminar-chi-finanzia-la-mia-impresa-le-iscrizioni-sono-aperte/dollaroni/"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-8425" style="border: 0pt none" src="http://www.imprendero.it/wp-content/uploads/2012/02/dollaroni-150x150.jpg" alt="" width="126" height="126" /></a>un modo per finanziare la propria startup. In particolare, verranno analizzate le modalità di reperimento di capitale per le prime tre fasi della vita di una nuova azienda (lo sviluppo dell’idea, la sua realizzazione e i primi anni di attività), facendo riferimento al seed capital, ai business angel ed al venture capital.</p>
<p style="text-align: justify">Verranno inoltre fornite indicazioni pratiche per individuare possibili finanziatori e riuscire ad ottenere capitale per finanziare la propria idea: si parlerà quindi anche di business plan competition e pitch.</p>
<p style="text-align: justify">Relatore:  <strong>Franco Scolari</strong><strong>, </strong>Direttore del Polo Tecnologico di Pordenone e socio di Italian Angels for Growth.</p>
<p style="text-align: justify">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify"><strong><a href="http://www.imprendero.it/wp-content/uploads/2012/02/webinar-07-marzo-2012.pdf" target="_blank"><span style="text-decoration: underline">Scarica il programma in PDF</span></a></strong><strong> | <a href="http://stageconnect.allos.it/e12895368/event/registration.html" target="_blank"><span style="text-decoration: underline">Clicca qui per iscriverti!</span></a></strong></p>
<p><span style="color: #ff0000"><strong>ATTENZIONE: Informiamo che nei giorni <span style="text-decoration: underline">27 e 28 febbraio</span> il sistema di iscrizioni online sarà sospeso per manutenzione.</strong></span></p>
<p style="text-align: justify">Per informazioni:<br />
<strong>Segreteria Imprenderò</strong>, Via Tullio 22 (Udine), <strong>Numero Verde 800 238 775</strong>.</p>
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